Intervista a Mohammed Soudani

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Metti due svizzeri nel deserto algerino. Metti che devono consegnare un camion e che nascono una serie di imprevisti. Metti che sono costretti a trascorerre il loro tempo in un'oasi del deserto. E metti poi che determinati pregiudizi nei confronti degli africani, vengano rivisti dai due protagonisti. Ecco che nasce "Taxiphone" il nuovo film del regista ticinese e di origini algerine, Mohammed Soudani, autore di diversi film svizzeri che hanno conquistato premi e riconoscimenti. Il film è prodotto dalla ticinese Amka Film Production, in collaborazione con RSI, Maghreb Film ed EPTV Etablissement Public de Television. Con "Taxiphone" - da venerdì nella sale della Svizzera italiana (alla proiezione del Rialto di Muralto il regista sarà presente alle 20.00 per incontrare il pubblico) - Mohammed Soudani ha affrontato un tema a lui caro: l'incontro tra due culture, quella del Nord (i due svizzeri) e quella del Sud (il deserto algerino). "Mai come oggi è necessario che culture diverse debbano incontrarsi. Solitamente sono sempre quelli del sud ad emigrare verso il nord. Questa volta invece ho voluto che due cittadini del nord, due svizzeri appunti, andassero verso il sud" ci ha raccontato Mohammed Soudani, nella video intervista di Tio. Il film è un invito dei popoli a conoscersi e ad abbandonare i pregiudizi. "I pregiudizi sono figli della paura. E oggi di paura in giro ce n'è tanta - ci ha raccontato Moudani - quando sono arrivato in Svizzera negli anni '70 c'era un signore che ...

Channel: Humans Channel

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