Continuiamo anche oggi, con la videotestimonianza del solito rogo delle 20.15 di Casacelle, la descrizione delle sostanze tossiche interrate in questo territorio a Nord di Napoli e Basso casertano.

Policlorobifenili (PCB)
(Presenti nel suolo di Acerra e, in notevoli concentrazioni, nel sangue e latte materno).
I policlorobifenili, noti comunemente con la sigla PCB, sono una classe di composti organici considerati inquinanti persistenti e dalla tossicità in alcuni casi simile
a quella della diossina. Possiedono un'elevata stabilità chimica e sono poco infiammabili. La maggior parte dei PCB si presenta in forma di solidi cristallini incolori; le miscele di uso industriale sono liquidi viscosi. Trovano impiego nella produzione di fluidi dielettrici per condensatori e trasformatori, fluidi per scambio termico, fluidi per circuiti idraulici, lubrificanti e oli da taglio, nonché come additivi in vernici, pesticidi, carte copiative, adesivi,sigillanti, ritardanti di fiamma e fissanti per microscopia.
La produzione di PCB è stata vietata in Italia a partire dal 1983.È stato dimostrato che l'esposizione cronica a composti della classe dei PBC causa danni a carico del fegato,
cloracne ed eruzioni cutanee. Essi sono endocrine di sruptors (ovvero interferenti o distruttori endocrini): sono in grado, a dosi infinitesimali, di interferire in vari modi
e a vari livelli con il funzionamento dei recettori ormonali e quindi bloccandone o attivandone in maniera abnorme l'attività. Possono, inoltre, produrre alterazioni dell'assetto epigenetico degli organi e dei tessuti del feto.
Secondo l'EPA e la IARC, i PCB sono composti probabilmente cancerogeni per gli esseri umani, ma secondo alcuni studi sono correlati anche a patologie neurologiche,
immunomediate e neoplastiche (linfomi, sarcomi,carcinomi polmonari, mammari, prostatici, epatici).
Con la messa al bando della produzione di PCB in Italia, ha terminato l'attività l'unico stabilimento italiano che ne produceva, l'azienda Caffaro (Brescia), che fin dagli anni '30 "riciclava" in questo modo il cloro derivato dalla produzione della soda caustica, l'attività principale dello stabilimento. Nonostante la chiusura dello stabilimento, continua la dispersione di PCB nell'ambiente circostante. Si stima che Brescia, insieme ad Anniston, negli USA, sia in assoluto il maggiore caso a livello mondiale di
contaminazione da PCB nelle acque e nel suolo in termini di quantità di sostanza tossica dispersa, estensione del territorio contaminato, numerosità della popolazione
coinvolta, durata della produzione. I primi rilevamenti furono fatti nel 1994 per valutare l'impatto del nuovo inceneritore; i valori sono in alcune zone superiori anche di
5000 volte rispetto al limite fissato dal d. m. 471/1999 per le aree residenziali (cioè 0,001 mg/kg). Nel 2001 si è arrivati, finalmente, alla denuncia di disastro ambientale al -
la procura della Repubblica di Brescia. Altre indagini a campione sulla popolazione bresciana adulta hanno evidenziato che i residenti di alcune aree urbane hanno valori di PCBemia superiori anche di 10-20 volte rispetto a quelli di riferimento (cfr. infra il cap. Effetti sulla salute,par. PBC e il caso Caffaro).
VIE DI ESPOSIZIONE: la sostanza può essere assorbita nell'organismo per inalazione dei suoi aerosol o per ingestione
EFFETTI A RIPETUTO E LUNGO TERMINE: Contatti ripetuti possono causare: dermatiti, La più appariscente è la CLORACNE. La sostanza può avere effetto sul fegato . Test su animali indicano che questa sostanza può causare tossicità per la riproduzione e per lo sviluppo umano

Tratto da "I veleni nelle terre della camorra" di Giampiero Angeli pag. 80-82

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