Quando Hitler decide di conquistare l'Europa anche gli scienziati devono stabilire da che parte stare. Come per esempio Werner Heisenberg, premio Nobel per la fisica che, tornato in Germania dall'America dove ha incontrato Albert Einstein, Enrico Fermi e gli altri scienziati fuggiti dall'oppressione delle dittature europee e dalla persecuzione degli ebrei, sceglie di dedicarsi al "progetto di ricerca atomica" nazista. O come Werner Von Brown, un ingegnere con la passione per la missilistica che, nascosto nella base militare segreta di Peenemunde, mette a punto le terribili "armi della vendetta", le V1 e le V2, razzi che dopo una serie di fallimenti ingloriosi arrivano a colpire Londra. Ma l'asso nella manica di Hitler dovrebbe essere la V4, la terribile "bomba disgregatrice", come la chiamano i tedeschi, o la "bomba atomica", come la chiamano gli americani: anche loro, infatti, stanno sperimentando la nuova arma nei laboratori sotterranei del Texas. Molte altre sono le invenzioni realizzate dai migliori cervelli e dall'industria bellica del Reich, anche se il loro potenziale offensivo si sarebbe rivelato non sempre all'altezza delle aspettative: bombe che rimbalzano sull'acqua, alianti enormi e sommergibili in miniatura, ma anche elicotteri e "trottole volanti", praticamente dei dischi volanti, il cui progetto viene distrutto subito prima dell'arrivo dell'armata sovietica. Alla fine della guerra Von Brown, si consegna agli americani e negli Stati Uniti proseguirà le sue ...

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