Giugno 1967: la penisola del Sinai è un immenso cimitero di uomini e di mezzi militari. Ma è anche il cimitero di un sogno, quello di Gamal Abd el-Nasser, forse il più grande leader arabo del XX° secolo, colui che ha voluto incarnare le speranze di una nazione araba potente ed unita. Ma quello di Nasser è un sogno che muore in soli sei giorni. All'età di 52 anni, Nasser avrà un attacco cardiaco, per i suoi amici è morto di dolore. Anche i vincitori sionisti avevano il loro sogno, quello di terre e di luoghi sacri dei loro avi. Ma tra i vincitori manca un'ingombrante assenza: quella di Levi Eshkol, primo ministro israeliano dal 1963 al 1969. Eshkol è soprattutto l'uomo del compromesso che cerca una via per la pace, ma il suo tentativo fallisce e due anni dopo la fine della guerra, all'età di 74 anni morirà per un infarto proprio come Nasser. La fine del sogno dell'Egitto di Nasser e della grande nazione Panaraba. Anche questa è stata la Guerra dei Sei Giorni, un trionfo militare di Israele che culmina nella totale conquista del Sinai e della città santa di Gerusalemme ma che tuttavia, apre una nuova pagina di violenza, di terrorismo e di occupazione militare. Quella che segue in questa puntata è la cronaca dei preparativi prima e della guerra poi, in quella terra martoriata ancora oggi che è il Medio Oriente.

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