www.facebook.com "Abbiamo costruito l'idea che noi eravamo diversi. Di più: eravamo i migliori. Non è così. Non c'è stereotipo rinfacciato agli immigrati di oggi che non sia già stato rinfacciato a noi. Loro sono clandestini? Lo siamo stati anche noi, a milioni, tanto che i consolati ci raccomandavano di pattugliare meglio i valichi alpini e le coste non per gli arrivi ma per le partenze. Loro si accalcano in osceni tulguri? L'abbiamo fatto anche noi, al punto che a New York il prete irlandese B. Lynch teorizzava che "gli italiani riescono a stare in uno spazio minore di qualsiasi altro popolo, se si eccettuano forse i cinesi". Loro vendono le donne? Ce le siamo vendute anche noi, perfino ai bordelli di Porto Said o del Maghreb. Sfruttano i bambini? Noi abbiamo trafficato per decenni coi nostri, cedendoli agli sfruttatori più infami o mettendoli all'asta nei mercati d'oltralpe. Rubano il lavoro ai nostri disoccupati? Noi siamo stati massacrati, con l'accusa di rubare il lavoro degli altri. Importano criminalità? Noi ne abbiamo esportata dappertutto. Fanno troppi figli rispetto alla media italiana? Noi spaventavamo allo stesso modo gli altri. Perfino l'accusa più nuova dopo l'11 Settembre, cioè che tra gli immigrati ci sono "un sacco di terroristi", è per noi vecchissima: a seminare il terrore nel mondo per un paio di decenni furono i nostri anarchici. Come Mario Buda, un fanatico romagnolo che si faceva chiamare Mike Boda e che il 16 settembre 1920 fece saltare per aria ...

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