www.ilfattoquotidiano.it "Io non posso scaricare il water, ho i panni che sono 'muffi', mio figlio deve uscire con la propria ragazza e non si può lavare, ma è normale questo? Qui stiamo tutti impazzendo". La signora Ciriaci abita da più di trent'anni a Velletri, cittadina di 50mila abitanti, a due passi dalla Capitale. Scrive a ilfattoquotidiano.it perché chiede come è possibile che nel 2011, nonostante la regolarità delle bollette pagate, l'acqua a casa sua arrivi anche solo un quarto d'ora al giorno? Una famiglia di cinque persone, dove marito e moglie sono rimasti senza lavoro da mesi, dove a lavorare è solo uno dei tre figli. Dove la situazione, insostenibile, della mancanza di acqua dura da anni. Eppure Velletri è uno dei 112 comuni della provincia di Roma che nel 2006 hanno firmato un accordo con Acea per la gestione del servizio idrico. Centododici comuni facenti parte dell'Ato2, l'ambito territoriale ottimale 2 del Lazio centrale. La Convenzione di gestione con Acea spa prevedeva grandi interventi di ammodernamento e, soprattutto, un adeguamento progressivo delle tariffe al ribasso rispetto a quelle del comune di Roma. Visto che nella Capitale le tariffe sono di gran lunga le più basse: 0,15 centesimi di euro contro 0,85 per metro cubo per Velletri, cinque volte tanto. Un accordo che mostra il vero volto della privatizzazione e delle multinazionali dell'acqua. Con la politica sempre più al fianco del gestore privato e poco alle esigenze dei cittadini. E qui a ...

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