Davide Giromini interpreta un brano di Alberto D'Amico inserito nello spettacolo "La grande paura" (1970). Siamo immersi da queste parole e dal valzer disperato che le accompagna nell'incubo rimosso del nostro passato. L'emigrazione italiana per l'Europa: mio prozio minatore in Belgio morto d'enfisema, i "ritail" muratori in Francia, quelli massacrati ad Aigues-Mortes, i calabresi umiliati a Colonia. Quell'odio attaccato alla pelle col sudore, con la polvere della mina. Il valzer di D'Amico macina la disperazione del presente, l'oblio, l'incapacità di riconoscersi. La storia ha rivoltato la giacca: e oggi che sei tu Italia che cammini col fiato degli emigranti? Oggi che a Rosarno sono "40 uomini e una radio e le strade sono piene, piene d'odio"? D'Amico non lo sapeva quando ha scritto questo brano, Giromini mentre lo canta lo sa. E si sente. Alessio Lega

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