www.ilfattoquotidiano.it Nel 2007 Manlio Cerroni, proprietario di Malagrotta e monopolista dello smaltimento della spazzatura di Roma e del Lazio, ha ottenuto da Piero Marrazzo, ex presidente della Regione Lazio, il permesso per costruire un termovalorizzatore da 40 Megawatt nella sua discarica di Roncigliano, a pochi chilometri da Albano Laziale. In seguito all'annuncio di un'emergenza imminente a causa dell'esaurimento della volumetria della discarica, Marrazzo (allora Commissario straordinario per la gestione dei rifiuti), concesse senza battere ciglio (e senza gara d'appalto) l'autorizzazione alla Co.E.Ma, il consorzio guidato dal re della monnezza. In quei giorni un gruppo di ragazzi di Albano si è messo in moto per proteggere il proprio territorio dagli interessi di uno degli uomini più potenti del Lazio. Il Coordinamento contro l'inceneritore di Albano è nato dal basso, da cittadini semplici, senza l'appoggio di istituzioni e partiti; ha cominciato a riunirsi una volta a settimana, decidendo le sue azioni con votazioni a maggioranza semplice, per alzata di mano. Sono arrivate prima le assemblee pubbliche e le manifestazioni, sempre più partecipate, poi la raccolta dei documenti per presentare il ricorso al Tar e fermare la costruzione dell'impianto. Il 15 dicembre 2010 il tribunale amministrativo regionale del Lazio ha dato ragione ai cittadini e ha bloccato l'inceneritore di Cerroni: la valutazione dell'impatto ambientale (presentata dall'azienda stessa) non è ...

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