Negli anni '70 il mondo è in piena Guerra Fredda: Gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica si fronteggiano per il controllo geopolitico del pianeta. Una diarchia senza precedenti nella storia dell'umanità, governava le decisioni politiche e militari di tutte le nazioni della terra. L'Afghanistan terra di confine da sempre, da quasi sessant'anni si manteneva nell'orbita dell'Unione Sovietica come paese neutrale e non allineato. Nel 1919 sessant'anni prima dell'invasione dell'armata rossa, il nuovo stato nato dalla Rivoluzione d'Ottobre, fu il primo paese al mondo a riconoscere l'Afghanistan come nazione indipendente. Ma nel 1978 i comunisti afgani con a capo Nur Mohammad Taraki, organizza un colpo di stato, la così detta Rivoluzione d'Aprile. Taraki proclama la nascita della Repubblica Popolare Afgana e il nuovo governo da subito avvio ad una sanguinosa repressione. Mosca comincia a preoccuparsi e spinge i compagni afgani ad una maggior moderazione per paura di una reazione contro-rivoluzionaria. Ma Taraki e il suo vice non accettano compromessi. Nasce così sui monti e nelle vallate un movimento di resistenza al governo comunista di Kabul e si comincia a parlare di Mujaheddin (i combattenti sacri impegnati nella jihad islamica), finanziati, armati ed addestrati in modo significativo dagli Stati Uniti (durante le presidenze di Jimmy Carter e Ronald Reagan).

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